Mi piacerebbe sapere cosa verrà scritto sui libri di storia tra 100 anni, quando i più giovani tra i miei discendenti andranno a scuola. Dove sono nato io, terra di emigranti veneti e romagnoli, il mito di
Mussolini mi ha accompagnato sino alla prima superiore, dove ho poi capito che forse avrei fatto meglio a far scendere il duce dal cavallo bianco su cui l'avevo posto, reo di aver portato l'Italia dalla parte sbagliata nella seconda guerra mondiale.
In verità, per tutto quello che accade oggi, una vocina piuttosto maligna mi sprona a riguardare le mie posizioni sulla politica attuale, quella in mano a Berlusconi, Bossi, Tremonti, Casini, Di Pietro, Fini e ad una sinistra che deve ancora ritrovarsi dopo lo schianto delle ultime elezioni politiche.
Oggi leggo sul
web magazine di
Farefuturo,
la fondazione politico-culturale che
si pregia di tingere di verde idee (e seggi), nata per volontà di
Gianfranco Fini, una lettera ai berlusconiani "moderati" affinche si ravvedano, e guardino con più obiettività alle scelte in politica estera del premier Silvio Berlusconi, il quale sembrerebbe deviare dalla Rivoluzione liberale, poichè tratta affari con il bolscevica
Vladimir Putin e col tuareg
Gheddafi, personaggio alquanto caratteristico della nostra era, abituato a portarsi dietro, ovunque vada, la sua tenda da deserto. Senza contare le odi feltriniane, cantate a squarciagola dalle pagine de
Il Giornale, quotidiano del fratello del premier.
Sembra proprio che la diatriba tra il premier e il presidente della Camera sia ormai giunta al termine e che questa nostra Italia, per non campare alla giornata e affidare magari il potere a chi non spetta, debba tornare alle urne, per ridare un nuovo volto politico al Paese, dove a contendersi il primato politico c'è una Lega in gran rimonta, una sinistra altalenante, un centro da costruire e una destra vincente però messa, purtroppo, in discussione da uno che è nato sotto le ali di uno strepitoso
Giorgio Almirante, che ha fatto il bello e il cattivo tempo per anni nel suo partito, dando poco spazio ad una formazione politica con radici di destra, che oggi siede al governo, e sta facendo bene, solo perchè l'ha portata lì il ricco
Silvio Berlusconi, il quale, oltre ad essere apprezzato da gran parte della popolazione italiana, ed è bene che
farefuturo lo rammenti, è stato ricevuto a Washington il primo
marzo del 2006 dal
Congresso degli Stati Uniti e l'indomani ha ricevuto
la "medaglia della libertà" con una cerimonia svoltasi a bordo della portaerei Intrepid , la nave militare ancorata nel porto di New York e trasformata in un museo galleggiante
In quell'occasione Berlusconi ebbe a dire: "Credo che possiamo vincere i protagonisti del male e questa guerra solo se riusciamo a trasformare il mondo in un'altra grande America",
Un riconoscimento, ha spiegato Michael Stern, 95 anni, responasbile della "Intrepid Foundation" , a "un leader italiano che come mai prima ha portato America e Italia a essere vicine. Un nuovo De Gasperi della politica italiana".
Adesso, ditemi voi, se un personaggio vincente, e per questo fastidioso, come Silvio Berlusconi può cambiare idee sulla politica solo perchè è amico di Putin, che ha ospitato, si è vero, più volte in Italia, facendolo dormire su quel letto di cui poi si è parlato tanto, profittando di questo anche per trovare un po' di "ossigeno energetico" al nostro Paese, cosa che sta facendo, sembra, anche con Gheddaffi.
Forse sarà qualcun altro che nel breve corso di un quinquennio ha mutato improvvisamente le sue idee politiche, tanto da provocare un cataclisma nella maggioranza, di cui fa parte.
Le solite storie all'italiana!
Una cosa è certa però: i miei discendenti studieranno Berlusconi , ma anche Bossi e Di Pietro (soprattutto per via di mani pulite), e forse tra una pagina e l'altra dei libri di storia verrano a scoprire anche chi erano altri politici che tanto hanno animato questa orrida stagione politica.
freeredactor: uno che segue la politica da casa